Un nuovo approccio alla composizione musicale che supera la centralità del compositore e riconosce all’ascoltatore un ruolo attivo nella costruzione dell’esperienza sonora. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Organised Sound, propone un manifesto teorico e compositivo della musica ecologica.
Ripensare la musica a partire dall’esperienza di chi ascolta, superando una concezione della composizione fondata esclusivamente sull’organizzazione dei suoni e sulle intenzioni del compositore. È questa la prospettiva al centro di Ecological Music: A Listener-Centred Approach to Composition, il nuovo articolo di Michele Biasutti, dell’Università degli Studi di Padova, pubblicato il 29 luglio 2026 sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Organised Sound di Cambridge University Press.
Il contributo propone una nuova prospettiva teorica e artistica sulla musica ecologica, delineandone i principi fondamentali e offrendo un quadro di riferimento che può essere considerato un vero e proprio manifesto per un approccio alla composizione centrato sull'ascoltatore.
Una nuova concezione della musica ecologica
Nella prospettiva proposta da Biasutti, la musica ecologica non si identifica semplicemente con l'impiego di suoni naturali, paesaggi sonori o riferimenti all'ambiente. L'ecologia musicale riguarda piuttosto le relazioni che si instaurano tra il suono, il corpo, la percezione, l'attenzione e il contesto nel quale avviene l'ascolto.
La composizione diventa così la progettazione di condizioni sonore che consentono all'ascoltatore di esplorare, riconoscere, interpretare e costruire attivamente il significato musicale.
Questa impostazione si fonda sui contributi della psicologia ecologica, della cognizione incarnata e delle teorie contemporanee della percezione, considerando l'ascolto non come una semplice ricezione passiva di informazioni, ma come un processo dinamico, situato e partecipativo.
Il cambiamento di prospettiva è significativo: il compositore non determina un significato musicale univoco, ma costruisce le condizioni affinché il significato possa emergere dall'incontro tra suono e ascoltatore.
Dalla ricerca scientifica alla pratica compositiva
L'articolo rappresenta una sintesi del percorso di ricerca scientifica e artistica sviluppato da Michele Biasutti nel corso degli anni, mettendo in relazione studi sulla percezione musicale, sui processi cognitivi, sull'improvvisazione e sulla composizione.
Un elemento distintivo del lavoro è l'integrazione tra elaborazione teorica e pratica artistica. Attraverso l'analisi di alcune proprie composizioni, Biasutti mostra come ripetizione, ambiguità, riconoscimento, astrazione, percezione delle soglie e trasformazioni temporali possano diventare strumenti per stimolare differenti modalità di ascolto.
Il suono non viene quindi considerato soltanto come materiale da organizzare secondo principi formali, ma come una risorsa capace di attivare processi percettivi e cognitivi.
In questa prospettiva, la composizione musicale assume anche una dimensione esplorativa: può stimolare l'attenzione, modificare le aspettative, sollecitare la memoria e favorire nuove forme di consapevolezza dell'esperienza sonora.
Verso un manifesto della musica ecologica
Il contributo propone un quadro teorico e metodologico applicabile a differenti pratiche musicali, dalla composizione strumentale alla musica elettroacustica, dall'improvvisazione alle forme sonore sperimentali e ibride.
La musica ecologica non viene presentata come un nuovo genere musicale, ma come un orientamento trasversale che ridefinisce il rapporto tra creazione artistica ed esperienza percettiva.
In questo senso, l'articolo assume il valore di un manifesto: offre una definizione della musica ecologica, ne individua i principi compositivi e apre nuove prospettive di ricerca sul ruolo dell'ascoltatore nei processi di costruzione del significato musicale.
La pubblicazione costituisce inoltre un importante punto di incontro tra ricerca scientifica e produzione artistica, mostrando come l'attività compositiva possa diventare essa stessa uno strumento di indagine e di elaborazione della conoscenza.
Una prospettiva per il futuro della composizione musicale
Il lavoro apre ulteriori possibilità di approfondimento sul rapporto tra musica, percezione, corpo e ambiente, con implicazioni per la ricerca musicologica, la composizione contemporanea e lo studio dei processi di ascolto.
La prospettiva delineata da Biasutti invita a ripensare la musica come esperienza relazionale, nella quale l'ascoltatore non è semplicemente il destinatario dell'opera, ma partecipa attivamente alla sua realizzazione percettiva.
Il principio fondamentale è che la musica non risiede soltanto nei suoni organizzati dal compositore, ma prende forma anche nelle possibilità di ascolto, esplorazione e interpretazione che quei suoni rendono disponibili.
Riferimenti alla pubblicazione
Autore: Michele Biasutti – Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA).
Titolo: Ecological Music: A Listener-Centred Approach to Composition
Rivista: Organised Sound – Cambridge University Press
Pubblicazione online: 29 luglio 2026
DOI: https://doi.org/10.1017/S1355771826101472
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